Sunday, November 25, 2007

ALLONTANAMENTO-Cinque minuti

Si accese un cartello luminoso davanti alla tribuna del pubblico che segnalava di applaudire, il pubblico applaudì, diretto da un uomo in cuffia. Dalla regia comunicarono di inquadrare il pubblico, i cameraman diressero le telecamere verso il pubblico; una gru passò silenziosa sulle teste delle persone. Stimolo-risposta. In un programma televisivo chiunque assumeva comportamenti a comando.

Il concorrente sorrideva, era un volto sorridente, era un’estrema gratitudine, quasi filiale, nei confronti del conduttore. Se fosse riuscito a proseguire nel rispondere avrebbe vinto il montepremi massimo, quello cui aspira chiunque partecipi ad un quiz-show; ma i meccanismi della probabilità e della selezione naturale gli permisero di procedere di solo un paio di tappe. Ancora incoraggiamenti, emozioni, e molti applausi, attorno a quell’uomo anonimo si era stretta una fortissima solidarietà. Era parte della magia della televisione e dei Black Mirror degli spettatori, le cui distanze venivano interamente riempite dalla magnanimità della condivisione umana.

Il conduttore salutò il concorrente, che uscì dalla scena con la vivida sensazione di essere un eroe.

- E adesso è arrivato il momento che tutti aspettavamo, la votazione per... “I quindici minuti di celebrità”! – partì uno stacchetto musicale, movimentato dal battito ritmico delle mani del pubblico e dal balletto di cinque donne formose sui tacchi. Migliaia di persone sintonizzate con il proprio Black Mirror sul programma trepidavano per sapere il nome del prescelto.

- Dunque ripetiamo le regole del gioco per tutti quelli che da casa si sono sintonizzati solo adesso. Allora, cari spettatori, questo è il vostro momento, perché rispondendo comodamente dal divano con il vostro Black Mirror potrete partecipare alla puntata speciale de “Il Gladiatore” di Capodanno, in diretta dal Krishna Stadium! Basta inviare la risposta al numero che vedete in sovraimpressione e... il più veloce sarà il vincitore! Dunque facciamo entrare la busta! – entrò, accompagnata da una musica xxx, una donna molto alta ed elegante, vestita con un bikini nero; era pagata per non sorridere, e per mantenere un’espressione severa per tutta la durata della prova.

Il conduttore aprì la busta, ogni gesto era commentato da un rumore di sfondo sinistro. La suspence del pubblico era allo zenith, era come se dalla fronte di ogni persona sintonizzata sul programma fosse sorto un vettore che si andava ad incontrare con gli altri, tanto da generare una fitta rete telepatica. Dalla busta estrasse un cartoncino di carta; lesse la domanda.

- Dunque... la corsa per I cinque minuti di gloria... comincia... ora! – la gente da casa rispose; alcuni lo fecero in modo saccente, poiché conoscevano già la risposta; atri invece, nel rendersi conto di non saper rispondere, si sentirono falliti. Altri ancora inviarono la risposta essendo certi, per qualche causa oscura, di non essere all’altezza del premio della prova. Tutte queste emozioni era come se venissero trasportate nell’etere assieme alle risposte.

Un gong segnalò la fine del tempo a disposizione concesso per votare. Una buona parte di Metropolis tirò un sospiro di sollievo.

- Ma ora lasciamo spazio alla... pubblicità! – il pubblico applaudì, ripreso dalla regia. Il led rosso della telecamera in onda si spense, e sul conduttore si fiondò una massa di tencici triccatori, fonici, parrucchieri. L’assistente di scena si avvicinò con un biglietto.

- Allora come si chiama il vincitore? – il conduttore sembrava improvvisamente aver cambiato personalità, come se fuori onda fosse diventato stanco e disinteressato.

- Monod. James Monod. –

1 comments:

ssynth said...

ho trovato il modo di passare le ore lavorative...dici che se me lo stampo e' la volta buona che mi licenziano?