
La comunicazione di servizio che aveva ricevuto lo aveva infastidito, avevano interrotto un flusso tranquillo di pensieri, l’illusione della sua autonomia e solitudine, obbligandolo ad uscire di casa nel cuore della notte per svolgere un compito puramente ideale. E poi James.
L’Agente White Samurai stava per incontrare l’Agente Morrison. Era forse dai tempi della Formazione che non lo vedeva, o forse no, lo aveva rincontrato ancora un paio di volte, dopo. Ma poi era sopraggiunta quella spiacevole sensazione di straniamento, come se improvvisamente quella persona così a lui nota fosse di impaccio, fuori luogo, nella nuova vita dopo la Formazione.
Ma sapeva che lo avrebbe rivisto, prima o poi. Pensava che esistessero leggi sovraordinate a regolare gli eventi, leggi che operavano in modo quasi mistico; qualcosa di simile a Seshat, determinato da piccole azioni disseminate nel quotidiano che generavano inconscie catene di concause fino all’evento atteso. Un piano regolatore che ognuno progettava e metteva in atti totalmente al di fuori della consapevolezza, e che terminava con lo scenario che meglio rappresentava la natura specifica di ogni individuo; fallimenti, o successi, o incidenti, il piccolo segreto che ognuno perseguiva nascostamente dalle azioni razionali, quelle dotate di un senso e di uno scopo noti.
Per Shi Huang quello tra lui e James era un inseguimento karmiko.

4 comments:
imparato molto
La ringrazio per Blog intiresny
good start
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