Io sola sento il profumo di quest'aria. Sudata, stantia. Muffa e tubi che scoggiolano. Ad ogni appostamento mi vien sempre da orinare. Non appena decido di stare ferma; non appena sono nascosta; nessun problema; solo, l'attesa mi sembra più lunga.
In questo silenzio sento meglio il mio respiro; come quando c'è molto buio e si vedono meglio le stelle; ma non è vero silenzio, non è assenza di suono. E' solo assenza di voci umane.
Com'è egocentrica, l'umanità. Se non parla dice che c'è silenzio; e io quasi ci cascavo.
Ma qui non c'è silenzio, c'è rumore bianco, c'è tutto quello che l'uomo non ascolta mai; c'è un brulicare di acque nere, di sorci, di insetti, di vita nelle viscere di Metropolis.
Così sdraiata, il pugnale che ho nel taschino mi preme contro il seno; è una sensazione in parte piacevole. Una giovane Patriot deve essere pronta a tutto, anche a uccidere, questo è il prezzo della nostra clandestinità. Io non vorrei usare il mio pugnale, mai, nemmeno in caso di pericolo. Forse temo che non riuscirei poi a smettere.
I minuti scorrono lenti, quando si ha adrenalina in corpo. Come se il tempo fosse ricoperto di spilli. Nel petto ansima la sensazione di lacrime prolungate.
Il piano è pronto. Ci ho lavorato una vita. Sì, una vita, quasi tutta la mia adolescenza. Sta per compiersi il mio dovere, sono stata addestrata per questo giorno. E ora, che cosa curiosa, tutto è come congelato in un istante precedente.
Deve essere questo che sente la gente, prima di morire.
La sensazione di aver visto tutto, e di potersi solo godere la vita che passa davanti agli occhi. Perché questo piacere è un meritato diritto.
In questo silenzio sento meglio il mio respiro; come quando c'è molto buio e si vedono meglio le stelle; ma non è vero silenzio, non è assenza di suono. E' solo assenza di voci umane.
Com'è egocentrica, l'umanità. Se non parla dice che c'è silenzio; e io quasi ci cascavo.
Ma qui non c'è silenzio, c'è rumore bianco, c'è tutto quello che l'uomo non ascolta mai; c'è un brulicare di acque nere, di sorci, di insetti, di vita nelle viscere di Metropolis.
Così sdraiata, il pugnale che ho nel taschino mi preme contro il seno; è una sensazione in parte piacevole. Una giovane Patriot deve essere pronta a tutto, anche a uccidere, questo è il prezzo della nostra clandestinità. Io non vorrei usare il mio pugnale, mai, nemmeno in caso di pericolo. Forse temo che non riuscirei poi a smettere.
I minuti scorrono lenti, quando si ha adrenalina in corpo. Come se il tempo fosse ricoperto di spilli. Nel petto ansima la sensazione di lacrime prolungate.
Il piano è pronto. Ci ho lavorato una vita. Sì, una vita, quasi tutta la mia adolescenza. Sta per compiersi il mio dovere, sono stata addestrata per questo giorno. E ora, che cosa curiosa, tutto è come congelato in un istante precedente.
Deve essere questo che sente la gente, prima di morire.
La sensazione di aver visto tutto, e di potersi solo godere la vita che passa davanti agli occhi. Perché questo piacere è un meritato diritto.

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