
Scivolava lungo le pareti tenendosi ad esse come se fosse sull'orlo di un precipizio. Probabilmente con l'intento di far diventare il proprio corpo piano. Si guardava alle spalle in continuazione. Skull cercava l'invisibilità.
Il corpetto nero gli stringeva il torace. Cercava di non respirare per non provocare rumore. Aveva come i sensi acuiti dal terrore di incontrare qualcuno. Una sensazione ingiustificata, dal momento che nessuno lo avrebbe riconosciuto. Il complesso del suo muoversi faceva apparire le sue braccia come zampe ricoperte di setole. Otto occhi immobili che scandagliavano qualsiasi cosa attorno si muovesse.
Sentiva odore di muffa inacidita; una freccia alla gola come se inalasse fumo di legno bruciato. I bassifondi gli sembravano un orrido dove l'umanità aveva rotto con se stessa, dimenticando qualsiasi principio su cui si fondasse. In quel posto imperava una non-natura delle cose, una diffusa sensazione di angoscia e straniamento; come costretto nell'umidiccia placenta di un incubo.

1 comments:
domani, dopo l'esame, posto.
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