L'odore dell'adrenalina che traspirava dalla quell'altra presenza lo faceva trasognare. La presenza, a sua volta, rannicchiata in qualche minuscolo orrido chiuso da un tombino era al culmine dell'eccitazione.
Non si trattava certo di un essere sofisticato. Nella mente di Skull si figurava come un umano disidratato, concentrato sull'obiettivo ma in modo del tutto grezzo, con una scarsa conoscenza della nobile arte della battaglia psicologica così come veniva interpretata dai Gothik.
A questo punto il segnale del campo psichico dell'informatore era del tutto scomparso, non vi erano che segnali intermittenti che svegliavano i sistemi di attacco-fuga. Skull avvertiva una certa stanchezza nelle membra, a causa della lunga e stressante attesa; con indolenza pensò di essere ormai caduto in una trappola, ed esitò qualche istante a fuggire.
L'agente Pasiòn svolse il proprio dovere alla perfezione. Sbucò fulminea sfondando la grata che aveva sulla testa. Afferrò la preda; pensò che aveva le braccia orribilmente molli. Non ci fu collutazione. Tutto andò liscio, senza il minimo intoppo.
-Qui Agente Pasiòn. E' tutto a posto, tutto fatto-disse, e avrebbe voluto aggiungere -alla perfezione.-

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