Monday, October 06, 2008

ALLONTANAMENTO DELL'EROE-Il secondo giorno





Muoviti! muoviti! - comandava al proprio piede sinistro, che però non sembrava voler rispondere. Era come se una forza contraria lottasse per non farlo muovere; non voleva consumare con un movimento le ultime gocce di energia vitale.
Il cuscino su cui teneva appoggiata la testa crepitava. Sentiva quel suono direttamente nel timpano. Era come se nel suo orecchio si fosse intrappolata una mosca, un'orrenda mosca grassa con l'esoscheletro ricoperto di setole. Per la prima volta in vita sua, estraniandosi totalmente da sé, si era reso conto di avere una percezione uditiva.
Eppure la mia testa è fumo, pensava Skull. Avrebbe giurato che fosse immobile. Doveva dunque trattarsi di impercettibili contrazioni muscolari, scosse di ossicini che davano forma a un rumore. Quel genere di cose infinitesimali che i sensi umani non riescono a cogliere e che sono indice di purissima attività cerebrale. La porzione solitamente invisibile del reale.
Si sentiva in fondo fortunato per tutta quella comodità, era consapevole del fatto che potesse anche andargli peggio. Invece in quella urna non gli mancava nulla; aveva l'indispensabile per sopravvivere; a parte la conoscenza del senso e del tempo di ciò che era accaduto.
Come mai non si faceva vivo nessuno? Non era comparso nessun aguzzino, e non ne aveva nemmeno avvertito la presenza con i mezzi telepatici. Solo il gran vociare della folla al mercato il giorno - o due - o anche tre - precedente, cui però era seguito un silenzio immateriale.
Con orrore iniziava a credere di essere in un cimitero marciscente, in uno di quelli del Livello 0; aldilà della parete di legno, forse terra, e morti seppelliti.

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