Sunday, October 12, 2008

ALLONTANAMENTO DELL'EROE-Il terzo giorno.



Lo scheletro umano occupa un volume di poco più di 0,006 metri cubi. Da sdraiato occuparne meno che da eretto. Ma è un'illusione percettiva, nonché un errore logico. L'area di base...difficilmente calcolabile da quella posizione. Rispetto ai suoi occhi, le linee di lunghezza andavano a convegere in un'unica fuga all'orizzonte. Ma si interrompevano subito nella corsa, sbarrate dal fondo della cassa in cui si trovava.
Skull produsse un'immagine di sé tridimensionale, sdraiato, nella stanza; mentalmente la ruotava e cercava di descriverne le variabili fondamentali, semplici e secche come archetipi: lunghezza, profondità e altezza. Allora si rese conto che da quella posizione gli sarebbe mancato poco, dai suoi piedi al fondo della stanza, solo lo spazio della porta, lunga all'incirca quanto le sue gambe. 1,30 metri, arrotondato al decimetro.
E poici sarebbe stato da calcolare la profondità. Quante volte le sue spalle coricate sarebbero state nella parete dietro la sua nuca.
Desiderò alzarsi in piedi. Voleva misurare a falcate e spanne quello spazio angusto, l'altezza saltando verso il soffitto, la lunghezza e la profondità misurando il perimetro con le spalle, ma non riusciva, le sue gambe erano bloccate da morse roventi.
Misurò a occhio. Concluse che ci fosse poco spazio, per lui, in quel buio, troppo poco per poter rimanere del tutto razionali. E che facesse tutto parte del piano.
Vorranno estorcermi informazioni, pensò, e la tattica è semplice, basata sul panico -. Nulla provoca più panico nell'essere umano che il non poter andare oltre una qualsiasi barriera. Un umano non tollera confini. Inizialmente.
Ma poi si adatta; l'essere umano chiama "casa" ogni prigione in cui viene messo.

2 comments:

Anonymous said...

wow non ci avevo mai pensato ma è proprio vero... l'essere umano si adatta e chiama "casa" ogni prigione in cui viene messo... fortuna che ogni tanto si risveglia, si rende conto e si ribella ;-)
Sushi

Pocketboy said...

per trovare una sensazione impercettibile nelle cose chiamata libertà. tanto effimera quanto vera.