Tuesday, January 29, 2008

ALLONTANAMENTO-Fabula



La comunicazione di servizio che aveva ricevuto lo aveva infastidito, avevano interrotto un flusso tranquillo di pensieri, l’illusione della sua autonomia e solitudine, obbligandolo ad uscire di casa nel cuore della notte per svolgere un compito puramente ideale. E poi James.

L’Agente White Samurai stava per incontrare l’Agente Morrison. Era forse dai tempi della Formazione che non lo vedeva, o forse no, lo aveva rincontrato ancora un paio di volte, dopo. Ma poi era sopraggiunta quella spiacevole sensazione di straniamento, come se improvvisamente quella persona così a lui nota fosse di impaccio, fuori luogo, nella nuova vita dopo la Formazione.

Ma sapeva che lo avrebbe rivisto, prima o poi. Pensava che esistessero leggi sovraordinate a regolare gli eventi, leggi che operavano in modo quasi mistico; qualcosa di simile a Seshat, determinato da piccole azioni disseminate nel quotidiano che generavano inconscie catene di concause fino all’evento atteso. Un piano regolatore che ognuno progettava e metteva in atti totalmente al di fuori della consapevolezza, e che terminava con lo scenario che meglio rappresentava la natura specifica di ogni individuo; fallimenti, o successi, o incidenti, il piccolo segreto che ognuno perseguiva nascostamente dalle azioni razionali, quelle dotate di un senso e di uno scopo noti.

Per Shi Huang quello tra lui e James era un inseguimento karmiko.

Tuesday, January 22, 2008

ALLONTANAMENTO-Void



Si accorse della presenza di un ragazzo, qualche sedile più in là sulla sua stessa fila. Non si era accorto del momento in cui era salito, poteva essere stato da sempre seduto vicino a lui, per quanto ne sapeva quel ragazzo poteva aver sentito ognuno dei suoi pensieri.
Dava tutta l’impressione di essere uno di quegli adolescentuli Nu Ravers, a giudicare dai colori sgargianti dei vestiti a stracci che indossava. Uno dei tanti ragazzini dei Livelli Alti che nella noia consumistica si distraevano commettendo atti di vandalismo privo di qualsiasi creatività. Per la maggior parte erano sempre fatti di K.E.T.A. o sostanza M, con effetti disastrosi sui loro sistemi limbici e memorie a breve termine; forse anche il nichilismo che li contraddistingueva era un effetto collaterale di derivazione chimica.
Si rese conto improvvisamente di essere troppo adulto. Di non riuscire a capire cosa muovesse quel ragazzino, apparentemente privo di motivazioni. Shi Huang lo guardava in continuazione, di sfuggita, lateralmente o riflesso nel vetro del finestrino che aveva davanti a sé. Il ragazzo ascoltava musica nel suo Black Mirror con gli occhi chiusi.
Può darsi che abbia un po’ di metildiossimetanfetamina, pensò Shi Huang, metil dall’effetto empatizzante ed euforizzante, ideale per la meditazione da connessione alla matrice. Si avvicinò scivolando sui sedili. Si sentì estremamente goffo.
- Scusa, ehi! – il ragazzino non rispondeva, la musica nelle cuffie era altissima. Shi Huang si trovò nella spiacevole condizione di non sapere se scivolare indietro, con il rischio che quello aprisse gli occhi e vedesse in lui movimenti loschi e si agitasse, o se continuare a rimanere lì, sperando che si accorgesse della sua presenza.
Ognuna delle due soluzioni gli sembrava ugualmente inutile, in ogni caso il ragazzino ne avrebbe ricevuto la sensazione che quel tizio dai tratti orientali fosse un ridicolo trentenne dai modi strambi. Ed era esattamente ciò che Shi Huang temeva che accadesse.
Si sorprese a fissare se stesso nel riflesso del finestrino; non aveva segni di decadenza sul viso. In fondo sarebbe potuto sembrare più giovane di quanto non fosse in realtà, anche se sentirsi così impacciato gli faceva sentire di avere centinaia di anni, ma in fondo era una sensazione che conosceva da sempre, indipendentemente dall’età, legata più che altro alla distanza che sentiva di aver preso dalla bolla della realtà, dal mondo, dalla complessità, e dal marciume del caos di Metropolis.
Ma poi si riebbe. Erano i trucchetti della Formazione sul condizionamento emotivo e caratteriale. In un istante recuperò una sensazione più coerente e calma di sé.
Le porte si schiusero, Shi Huang lo toccò sul braccio. Il ragazzino aprì gli occhi. Scese.

Monday, January 07, 2008

ALLONTANAMENTO-Tube


Le porte del tube si chiusero velocemente. Le porte del tube si chiusero rallentando nell’utimo segmento della corsa per il meccanismo frenante ad aria compressa. Gli scappamenti sbuffarono.
Nonostante fosse un veicolo nuovo Shi Huang notò come si fosse già riempito di scritte sulle pareti, segnalazioni territoriali tra bande. In un luogo come questo, pensò, è del tutto irrazionale marcare il possesso con le proprie tag. La linea attraversava con sole quattro diagonali nel vuoto praticamente l’intero complesso di Torri, entrando in zone in mano a bande diverse che spesso non sapevano nemmeno l’una l’esistenza dell’altra. Probabilmente in questo caso si trattava di un’esigenza artistica, una sorta di sfogo narcisistico acrilico per competere a chi avesse la tag più estetica.
Il vagone era vuoto, Shi Huang diede una rapida occhiata verso il fondo nel polo opposto. Cartoni pubblicitari caduti e calpestati, una distesa colorata e appariscente abbandonata sul pavimento, pestata dal peso dei milioni di passanti, esposta all’umidità fetida delle gallerie, presto si sarebbe trasformata in humus pubblicitario, e da esso si sarebbe generata una nuova forma di vita vegetale. Distese erbose e di fango, un nuovo piccolo ecosistema ponderato sui valori vitali presenti nelle gallerie del tube sospese nel vuoto, parzialmente differenti da quelli coltivate nelle Torri. Quel casino avrebbe presto contraddetto il Principio di Controllo Sistemico dell’arcologia.