Sunday, February 24, 2008
ALLONTANAMENTO-Radici di castagno
L'atrio del residence era un trionfo di horror vacui opulento.
- Tutte queste cose - disse Shi Huang, un individuo dai tratti orientali che sentiva di aver perso il polso della realtà.
Tutte queste cose non possono davvero esistere. Quel luogo appariva come il polveroso magazzino di un museo, vi erano accatastate rarità antiquarie che sbattevano in faccia il ricordo violento di un'esistenza mai vissuta, di un tempo in cui ancora Metropolis non era che un'immaginario collettivo.
A troneggiare in un angolo buio dello spazio una sfarzosa scultura di Vishnu, monca di un braccio. Stritolata al collo da rampicanti di una qualche specie arborea mutata. Quel luogo era un sudicio anfratto onirico.
Lungo tutto il perimetro dell'atrio correva un'intercapedine, separata da vetri trasparenti, traboccante di biologia marciscente eppure estremamente forte. Incubatrici. Necessarie a mantenere gli ecosistemi delle Torri entro livelli umani, nella teoria.
Nulla sembrava essere al proprio posto. Stracci di tessuti pregiati pendevano dai soffitti, come pelle scorticata.
Shi Huang era già stato in quel luogo. Si fermò ad osservare uno di quei tronchi nerboruti che si inerpicavano sugli oggetti limitrofi alle vetrate sfondate delle serre. Era pieno di bubboni rigonfi, bolle di legno, dalle quali entravano e uscivano in file ordinate Blattodeae; Blattodeae in colonie. L'anomialia del loro RNA schiudeva il senso della lenta corrosione dell'esistenza. Qualsiasi elemento, IN QUEL LUOGO, violava le leggi...
-...le leggi del buon senso. - Shi Huang sussultò. Al suo fianco, quasi del tutto nascosto da uno spigolo, un uomo anziano stava in piedi dietro ad un bancone scuro. Sulla sua testa un'insegna luminosa al neon, accecante: Bar Metropolitan.
Shi Huang si diresse con passo lungo verso l'ascensore. Lo chiamò, ignorando del tutto l'uomo che, ora, gli sorrideva. L'attesa gli parve interminabile.
- Non crede che lei mi dovrebbe chiedere qualcosa? - disse l'uomo. Le porte dell'ascensore si chiusero.
Tuesday, February 05, 2008
ALLONTANAMENTO-Climax
Camminava sotto l'ampio porticato del Livello XI di Torre Gabriel, la prima delle tre arcologie ad essere stata costruita. Non diffriva architettonicamente dalle altre in modo significativo, anzi in realtà tutte e tre le Torri, ad una rapida occhiata, parevano moduli identici; eppure Torre Gabriel conservava un alone arcaico, nelle proporzioni, nelle luci, nelle persone.
Il marmo sotto i suoi piedi era ondulato, consumato dall'infinità di persone che nelle ore diurne calpestavano quel pavimento. Al suo fianco il vuoto.
Metropolis sembrava deserta. Lo sgurdo di Shi Huang volteggiava sulla distesa di finestre che si srotolava lungo le fiancate delle Torri; come se fosse in grado di spiare tutte quelle menti la cui attenzione era sintonizzata sul grande evento, l'estrazione del Prescelto, dell'unico che avrebbe avuto l'onore di affrontare i giochi gladiatori. Ecco, l'ingresso dovova essere quello.
Le porte scorrevoli emisero un suono simile ad una voce umana.
Shi Huang guardò davanti a sé sbalordito: era già stato in quel posto, ne era quasi sicuro, ma i ricordi lo assalivano con una tale velocità da sentirsi smarrito. Con una scudisciata allo stomaco qualcosa nell'etere gli suggeriva che tutto ciò che stava accadendo fosse tremendamente sbagliato.
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