Saturday, April 26, 2008

ALLONTANAMENTO-White noise


Io sola sento il profumo di quest'aria. Sudata, stantia. Muffa e tubi che scoggiolano. Ad ogni appostamento mi vien sempre da orinare. Non appena decido di stare ferma; non appena sono nascosta; nessun problema; solo, l'attesa mi sembra più lunga.

In questo silenzio sento meglio il mio respiro; come quando c'è molto buio e si vedono meglio le stelle; ma non è vero silenzio, non è assenza di suono. E' solo assenza di voci umane.

Com'è egocentrica, l'umanità. Se non parla dice che c'è silenzio; e io quasi ci cascavo.

Ma qui non c'è silenzio, c'è rumore bianco, c'è tutto quello che l'uomo non ascolta mai; c'è un brulicare di acque nere, di sorci, di insetti, di vita nelle viscere di Metropolis.

Così sdraiata, il pugnale che ho nel taschino mi preme contro il seno; è una sensazione in parte piacevole. Una giovane Patriot deve essere pronta a tutto, anche a uccidere, questo è il prezzo della nostra clandestinità. Io non vorrei usare il mio pugnale, mai, nemmeno in caso di pericolo. Forse temo che non riuscirei poi a smettere.

I minuti scorrono lenti, quando si ha adrenalina in corpo. Come se il tempo fosse ricoperto di spilli. Nel petto ansima la sensazione di lacrime prolungate.

Il piano è pronto. Ci ho lavorato una vita. Sì, una vita, quasi tutta la mia adolescenza. Sta per compiersi il mio dovere, sono stata addestrata per questo giorno. E ora, che cosa curiosa, tutto è come congelato in un istante precedente.

Deve essere questo che sente la gente, prima di morire.

La sensazione di aver visto tutto, e di potersi solo godere la vita che passa davanti agli occhi. Perché questo piacere è un meritato diritto.

Monday, April 21, 2008

ALLONTANAMENTO-Nebbia


-Nòesis reputa queste anomalie nella realizzazione dei suoi calcoli estremamente pericolose. Ci sono cose che assumono un tale valore, agli occhi degli uomini, da avvilupparsi in una foschia mistica che annulla la ragionevolezza. Cose per cui non valgono le regole della logica. E diviene tollerabile anche il sacrificio di vite umane. Stanno cercando il vero Prescelto, Shi Huang -.

Shi Huang fu vivamente punto dal pensiero di poter essere lui, il Prescelto. Fu una piccola e stupida tentazione, che lo fece sentire per un attimo più vivo; ma ritornò subito lucido.
-E perché cercano te? Perché vogliono il tuo pubblico sacrificio nei Giochi Gladiatori? -
-Perché io so chi è. E tu lo devi trovare-. Il suo racconto stava diventando troppo concitato; quasi insostenibile, nella sua teatralità. Shi Huang non era più in grado di distinguere il verosimile dal vero, i pensieri si confondevano in un unico magma di incredulità. Capiva che per accogliere del tutto quelle parole era necessario un mutamento di paradigma, ma non riusciva più a determinare se fosse una decisione utile o meno.
-Non saprei da dove cominciare, James. Si tratta di un incarico eccessivamente complesso per me. Non so nulla di lui. Ho bisogno del resto dell'Organizzazione.-
-Non devi preoccuparti. Molti Patriot ci stanno già lavorando da tempo. E anche tu, inconsapevolmente. Era previsto che si arrivasse a questo momento. Non sarai tu a trovare il Prescelto, sarà lui a farsi trovare da te, al momento giusto.-

James iniziava a guardarsi attorno con lo sguardo stralunato, come se fosse circondato in quello stesso momento da nemici invisibili. Il suo cervello sfrigolava nell'adrenalina del sistema attacco-fuga.

-James, sei in pericolo? Cosa sta succedendo davvero?

- Hai idea di quali siano le sue potenzialità? Il Prescelto, il Wild Child può avere accesso alla Storia stessa, all'inconscio collettivo, può comprendere le ragioni profonde del cambiamento. E non solo: un indoviduo simile ha qualità etiche meta-umane, un'empatia talmente vasta da entrare direttamente nelle singole coscienze, modificando il pensiero della gente dall'interno. Shi Huang, devi andare, non rimane molto tempo. Tra poco saranno qui, per portarmi davanti a Nòesis. Vai, io ora devo scomparire-. Fissò Shi Huang negli occhi. Ne lesse l'incredulità, ed ebbe un istante di disperazione. Ma era ormai tardi per qualsiasi ulteriore parola.

Senza nemmeno capire come, Shi Huang si ritrovò fuori da quella realtà. Fu come un risveglio attonito. La sensazione di essere appena uscito da una placenta rovente.

Per condurre una battaglia psicologica è necessario accettare l'esistenza di alcune costanti della natura umana. Una di queste è che le persone credono. In questo modo generano mondi, costruiscono città stabili, definiscono ruoli e confini. Ma non credono a tutto; bensì hanno fede solo in ciò che per loro è consuetudine. Credendo ai loro mondi si tengono reciprocamente incatenati, e non accettano variabili impazzite.

Il destino degli uomini è l'ordine, la deduzione, il controllo dei modelli. Nòesis è una creatura dell'uomo, è una sua necessità. I destini sono prestabiliti, perché le vite devono essere sentieri precisi, che vanno in direzioni assolutamente prevedibili. Il destino sono i life-style.

La libertà è solo una piccola finestra temporale, aperta dal Caso, in cui all'uomo è dato di compiere una deviazione; di liberarsi dei suoi modelli, di dimenticarsi di essere quel preciso uomo, quel preciso carattere, quella specifica soggettività e di comprendere che ciò che crede di essere, in fondo, non esiste.

Monday, April 14, 2008

ALLONTANAMENTO-Impercettibili sfumature.



Per condurre una battaglia psicologica è necessario accettare alcune verità assolute sulla natura umana; è già stato detto. La Formazione insegnava ad approcciarsi a queste attraverso il culto del Pensiero. Ogni Patriot doveva essere dotato di facoltà riflessive eccezionali, nonché delle doti caratteriali di pazienza e resistenza; erano necessarie, per compiere il proprio lavoro sovversivo nella più totale mimesi. Un altro degli insegnamenti era che, dissolta la necessità di avere potere, tra esseri umani si schiude l'empatia.

A volte Shi Huang si sentiva stretto dal life-style che gli era toccato. Una vita che per la sua monotonia e prevedibilità sembrava ritagliata sulla personalità di un individuo del tutto privo di creatività, di intuito, di brivido. Era quello che intimamente reputava un fallito, un'occupazione del tutto differente da quella di James; a differenza sua era entrato a far parte in via diretta, con pochi passaggi intermedi, degli stati maggiori dei Patriot.

Il problema era che dopo tutti quegli anni, Shi Huang, iniziava a percepire i confini tra sé e il suo life-style artificiale più sfumati. In fondo, anche se non ne sapeva nulla in via ufficiale, iniziava ad intravedere nelle decisioni di allocazione degli adepti un disegno preciso, una scelta ragionata. Meritava, insomma, quel tipo di vita fittizia perché era l'unico ambito in cui sarebbe riuscito a fare qualcosa di utile; le qualità dell'Agente White Samurai erano stemperate in incarichi di poco conto, in terrorismo informativo elementare. Il Settore Grafico aveva cessato di essere la sua copertura, per diventare sempre di più una metafora scolorita della sua esistenza.

Shi Huang per un attimo fissò James, il quale parve rallentare ogni gesto. In quegli istanti liquefatti, colse finalmente la sua bellezza, dopo tanto tempo. Gli occhi occupavano gran parte del viso. Taglio da rettile. E i suoi dreadlocks, intrecciati di fibre conduttrici; gli conferivano un'aura femminile. Shi Huang sapeva che non sarebbe durata a lungo, quella reminescenza di amore. Ma gli piacque averla provata.

Shi Huang decise di arrendersi e di credere alle parole di James, nonostante gli suonassero assurde. Poteva decostruire in un attimo, con una semplice logica, tutto il suo ragionamento allucinato; ma lesse il terrore, e l'eccitazione in lui. Voleva che l'entusiasmo di James gli entrasse dritto nello stomaco.