Sunday, November 30, 2008

ALLONTANAMENTO DELL'EROE-The aesthetic of confession



- Che cosa volete sapere da me? - chiese Skull. La donna lo metteva in una condizione di disagio, era seduta accovacciata di fronte a lui, in una posizione che pareva sottomessa, e continuava a fissarlo con interesse quasi compassionevole. Nel sentirsi così squadrato, Skull provò vergogna, consapevole dello stato di decadenza del proprio corpo.

- Voglio sapere da te ciò che tu ritieni io debba sapere - disse lei con voce decisa.

L'uomo rimase in silenzio qualche secondo, visibilmente stupito. Il suo imbarazzo costituiva per Pasiòn una breccia umana nella quale inserirsi per stabilire un contatto con il prigioniero. Da quell'apertura iniziarono a schizzare in lei schegge delle emozioni che provava l'uomo, visioni di corpi deturpati, e un desiderio fortemente filiale di essere lasciato stare. Comprese nel proprio stomaco il terrore profondo di Skull.

Skull distolse lo sguardo dalla donna, sentiva il peso del silenzio sulle corde vocali roventi per il desiderio di parlare. Un rapido senso di malinconia gli colò sul diaframma, stava scivolando in un vortice di regressione, ma il piacere che sentiva nel tornare indietro con gli anni, verso i bisogni primari di accudimento e nutrizione, era tale da fargli rimandare l'intervento del suo Super-Ego a imporre il silenzio.

- Nòesis. E' per Nòesis che sono qui. Ora lo capisco. Anche questo fa parte del Progetto. La mia volontà mi ha condotto qui perché guidata da una matematica che in parte segue la Legge del Caos.

Sunday, November 16, 2008

ALLONTANAMENTO DELL'EROE-Contatto

- Che cosa ti ha portato qui, Skull? - lei gli sedeva di fronte, desiderava prendergli le mani. Skull la guardava con aria spaventata e interrogativa.
- Non sono venuto io, sono stato condotto qui con la forza. - rispose secco.
- Con la forza... e quale forza ti ha condotto qui? - Skull rimase confuso da quella domanda; era chiaro per lui di essere stato tratto in una trappola, addormentato, stordito e poi trascinato lì per un tragitto che lui non ricordava. Era convinto che le cose fossero andate in quel modo, e pensava che fosse una convinzione comune ai suoi aguzzini.
- Mi avete portato qui voi, è ovvio. - silenzio.
- Skull, ne sei davvero sicuro? La forza che ti ha portato qui potrebbe essere stata la tua volontà, cosa ne dici? - Skull ora la fissava, cercava di carpire in lei qualche segnale della strategia che stava usando. Quel dialogo gli sembrava talmente assurdo da suscitare in lui l'allarme che si potesse trattare di un'altra trappola. Si accorse di non conoscere al fondo il metodo dei Patriot, sapeva della loro capacità di manipolare il pensiero, ma poco altro.

Monday, November 03, 2008

ALLONTANAMENTO DELL'EROE-Little Intimacy.


Skull vedeva davanti a sé immagini sbiadite, la vista era diventato un senso secondario, la percezione era un amalgama di tatto - freddo e bagnato - e udito - ronzii e sciabordii - ed emozioni - un piacere filiale, il calore di un contatto materno.

Non fu facile riportarlo ad uno stato di coscienza più emersa, lucida, Pasiòn dovette essere molto paziente. Decise che non avrebbe dato retta al passare del tempo, che avrebbe vissuto istante per istante il piacere dell'acqua fredda e dell'abluzione del suo delicato prigioniero.

Desiderava aprire un contatto con lui, un contatto del tutto empatico, sentire le emozioni che lui sentiva, e rotolarcisi dentro come un serpente aggrovigliato. Sentiva ogni suo gesto diventare una poesia estratta dallo spazio e dal tempo, un rituale religioso che avrebbe potuto condurre per un millennio, fino all'esaurimento totale delle energie del corpo.

Il progioniero sembrava ora sorpreso, ma non disse nulla, in quella parentesi così intima si era abbandonato al piacere di quella cura attenta e capace. Era la prima volta che sentiva di esistere in quella maniera, debole e arresa di fronte alla dolcezza di un altro essere umano.

Quando fu finalmente pronto, la ragazza formulò la sua prima domanda.