Monday, February 23, 2009
OGGETTO=X-Determinism
Ricordava quel nome.
Evocava in lui una sensazione di pace, per il cervello passò l'immagine di un uomo che si accascia addormentato. Spinse la porta.
L'ingresso era sicuramente un luogo che aveva già visto. E questo gli parve un dettaglio noioso della scena. Un lungo bancone scuro, che nascondeva un vecchio intento a pulire con uno strofinaccio dei baloon opachi. L'atmosfera era decisamente liquida. Mentre avanzava continuava a tenere lo sguardo fisso sul vecchio, come se sapesse di doversi aspettare qualcosa, qualsiasi cosa. Ma non aveva paura. Era semplicemente pronto.
D'altro canto l'anziano barman sembrava troppo intento ad asciugare bicchieri per accorgersi della sua presenza, anche se avvicinandosi Shi Huang poteva cogliere sul suo viso un'espressione di beffa.
- Io so di conoscerla – disse Shi Huang.
Il vecchio lasciò scivolare dalle mani un bicchiere, che si frantumò per terra senza fare il minimo rumore. Si chinò e raccolse due grossi pezzi di vetro, che osservava attentamente.
- Questi pezzi così regolari, sono un dettaglio interessante, non trova?
L'uomo adesso lo guardava negli occhi, Shi Huang si sentì percorrere la schiena da un brivido. Non aveva mai realizzato di essere così timido.
Non riusciva a pensare a nulla di strutturato, il suo flusso di coscienza era intasato da numerosissime interferenze di immagini e parole.
- Il mio nome è Lloyd, e vengo da un altro livello. Shi Huang, credo che tu non abbia ancora capito esattamente dove ti trovi. Shi Huang non rispose, l'intera situazione lo stava confondendo; era completamente passivo a tutto.
- Eppure è proprio quel tuo stato di smarrimento che è la più vera forma di conoscenza. Shi Huang, la tua mente è aperta. So che una parte di te si sta ponendo molte domande sul senso di tutto ciò, senza trovare nessuna vera risposta, ma solo molteplici possibilità.
- E' un gioco di specchi, è dalla frattura della tua mente che nasce il senso più profondo che per te hanno le cose. Benvenuto, Shi Huang, quello che vedi riflesso in questo mondo che tu hai creato è Shi Huang. Penso che molto presto vi farete molta buona compagnia.
Sunday, February 08, 2009
ALLONTANAMENTO DELL'EROE-Metazoi

Decise di doversi distaccare dalla sensazione piacevole che lo invitava a rimanere in quel luogo, le strade della città erano ricoperte di sesso e tristezza che lo richiamavano a rimanere lì come sirene. Si diresse verso un porticato che in fondo diventava di un buio nero, percependo il boato dell'altezza a cui si trovava. Le mura erano spoglie, non c'erano pubblicità, dunque doveva essere riuscito a concentrarsi sull'obiettivo del trovare un'accesso ad un livello di ordine diverso di Nòesis.
In fondo al porticato il buio era molto denso, avanzando si sentiva aumentare il peso corporeo, doveva trattarsi di un portale d'accesso ad un altro parallelo virtuale. Shi Huang serrò gli occhi quando sentì di essere prossimo al salto.
In uno spazio euclideo ogni funzione continua che porta la palla unitaria in sé stessa ha un punto fisso. In uno spazio euclideo ogni campo vettoriale continuo sulla palla unitaria tale che sul bordo della palla punta verso l'interno o è tangente al bordo deve avere un punto di singolarità all'interno della sfera.
Sfera. Era una sfera. Era passato dal livello della mente a quello della meditazione – vaso vuoto – ora la sua esistenza era pari a uno sciame di quanti. Metropolis sembrava un enorme cristallo che diffrangeva il tramonto; sulle torri, perfette nella forma, sembrava colare un liquido arcobaleno. Era una sensazione stupenda.
Shi Huang era entrato nel vivo di Nòesis, la varietà di effetti ottici erano il risultato di come i suoi sensi potessero ricostruire un'informazione così ordinata. C'era qualcosa di teso nell'aria, in qualche modo l'uomo non volle fidarsi della bellezza che gli stava attorno, era tutto frutto di quel progetto che lui stava cercando di minare. Si rese conto di essere ricoperto di parassiti, che si nutrivano delle particelle che scivolavano dal suo corpo e lo analizzavano statisticamente. Non erano passati che pochi secondi, e Nòesis lo stava accogliendo.
Fece un passo, dirigendosi con una specie di nebbia sotto i piedi. Non sapeva su che cosa si stesse reggendo, poteva scivolare nel vuoto da un momento all'altro. Ma si sentì sicuro, percependo di avere del terreno sotto i piedi. La rappresentazione della città, attorno, era desolata. In pochi riuscivano ad accedere a quell'ordine di Nòesis, e comunque non a quell'ora della notte.
Il ponte piegava in un porticato, illuminato a giorno dall'esterno; le ombre degli archi trilobati si riflettevano nette e inclinate. Non poteva fare a meno di restarne in parte ammirato. Camminando si sentì come risucchiato da una forza magnetica, una bolla di necessità che lo spinse con un brivido di smarrimento davanti ad un ingresso diroccato, recante un'insegna luminescente al neon: “Bar Metropolitan”.
Monday, February 02, 2009
ALLONTANAMENTO DELL'EROE-Buddhabar
Era come vedere Metropolis in sogno. Il che equivaleva ad averne un immagine che si riverberava nel magma dei circuiti limbici; era un formicaio di dettagli e atomi, ma anche una visione d'insieme mastodontica. Un'architettura informativa talmente bella che Shi Huang ad ogni connessione ne rimaneva colpito.
Il flusso puntiforme del presente si allargava, distendeva ali enormi e geometriche di logica e causa-effetto. Il presente diventò solido, la materia si dissolse. Sentiva il battito cardiaco diventare molle. Pulsazioni che ronzanavano nelle orecchie, calde. La realtà era un riverbero amniotico.
Era entrato nel primo livello di accesso della rete di Noesis, quella in cui lo spazio circostante veniva generato dalle proiezioni mentali del soggetto connesso. Il Black Mirror aveva una capacità di analisi nettamente inferiore, riuscendo a raccogliere indizi sull'individuo che al massimo superavano due nodi di catena associativa. Le immagini proiettate erano funzione dei desideri primari dell'individuo, e pertanto avevano sempre i tratti grotteschi della pubblicità, o dei forum televisivi in cui si educavano le masse al giudizio morale.
La capacità di analisi di Nòesis andava ben oltre le catene associative. Si calava a fondo nei flussi semantici e nelle dinamiche edoniche dei soggetti per scavare nei loro desideri più intimi. I colori delle strade, le atmosfere, l'intero codice visivo era un'architettura straordinaria per ognuno, ne rappresentava il suo personale ideale di sublime. Shi Huang volse lo sguardo verso uno dei più bei tramonti che avesse mai visto.
Si stupiva sempre dell'ipersessualizzazione delle pubblicità tarate sui suoi bisogni; il sesso in fondo non era uno dei suoi interessi primari, anche se deduceva che dovesse essere uno dei suoi maggiori desideri. O forse non c'era nulla di anormale in tutto ciò, chiunque entrasse nella rete generava attorno a sé un campo fortemente pornografico. Per questo nonostante fossero in moltissimi ad essere connessi, ci si sentiva estremamente denudati e soli.
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